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      Roberto BARNI | Biografia, catalogo ragionato, quotazioni e prezzi


      BIOGRAFIA

      roberto_barni

      Roberto Barni è un pittore e scultore toscano annoverato tra gli esponenti del movimento Pittura colta, teorizzato dal critico Italo Mussa negli anni Ottanta. Roberto Barni nasce a Pistoia il 30 settembre 1939.
      Nel 1959 inizia a dipingere i primi quadri astratti, usando legno, ferro, carta di giornale. Al 1960 risalgono l
      e sue prime esposizioni per lo più legate ad una figurazione di ambito Pop all'interno della denominata "Scuola di Pistoia". 
      Nel maggio 1962 espone il suo Necrologio. A Roma conosce Cesare Vivaldi, il quale lo invita a partecipare alla mostra Revort I - Documenti d'arte Oggettiva in Europa, a Palermo nel 1965. In questo periodo Barni si interessa ad un tipo di esperienza minimalista-concettuale che verrà poi superata quando con un'opera simbolica, Resurrezione del 1972 (10 anni dopo aver esposto il suo necrologio) ritorna alla storia e alla pittura. Dal 1966 al 1973 espone allo Zoom Studio di Pistoia, da Flori a Firenze, alla Selected Artist Galleries di New York, da Van de Loo a Monaco, da Charles Lienhrd a Basilea.
      Nel 1976 usa per la prima volta il termine anacronismo, rivendicando che l'artista deve avere una visione dell'arte che sfugge al concetto di tempo: non è condizionata da esso o da tecniche e materiali della contemporaneità. Alcuni critici come Italo Mussa, Maurizio Calvesi e Marisa Vescovo cominciano a promuovere questa visione artistica, ma Barni non vuole essere associato ad un particolare movimento, preferendo la ricerca personale.
      Dal 1980 al 1983 Barni esegue il ciclo iconografico Paternità; nello stesso periodo dipinge una serie di tele della serie "Le avventure del pensiero domestico", in cui appare per la prima volta l'uomo con gli occhi bendati: elemento fondamentale del dissidio umano e personaggio chiave nel percorso poetico di Barni. In questi anni l'attività espositiva e la notorietà dell'artista pistoiese aumentano molto, arrivando a farlo esporre, oltre che in Italia, anche nelle principali città europee ed in America: nei primi anni ottanta espone al Festival dei due Mondi di Spoleto, a Firenze, a Milano presso la Galleria d'Arte dell'Ariete, a Parigi e nel 1985 a New York al Queens Museum ed allo Shape Gallery. Da questo momento i contatti di Barni con gli Stati Uniti non cesseranno più: l'artista partecipa infatti a grandi mostre internazionali come "A new Romanticism" a Washington D.C. e nell'Ohio , "Avant-garde in the Eighties" presso il County Museum a Los Angeles; in Europa partecipa alla Biennale di Venezia come scultore nel 1988, e alla Biennale di Scultura di Montecarlo. In questo periodo Barni comincia a dedicarsi sempre di più alla scultura e realizza le opere: Atto muto, Filastrocca, Vacina, Opposte Vedute.
      Nel 1997 espone al Palazzo Fabbroni e al Museo di Belle Arti di Budapest, nel 1999 al Museo di Belle Arti di Reims. Al 2000 risale la collettiva Fermentazioni con Antonino Bove, Giuseppe Chiari, Omar Galliani e Marco Nereo Rotelli presso il Palazzo Ducale di Lucca. Dal 1999 al 2000 realizza diverse sculture, tra cui "Continuo" per la collezione di Daniel Spoerri a Seggiano e "La grande Vacina" per il Museo Pecci di Prato. Nel 2001 ha collaborato con Alessandro Bagnai e Alessandro Poggiali, presentando le opere a Firenze e a Siena. Nel 2002 partecipa a mostre collettive come "Something Happened" alla Slovak National Gallery di Bratislava, "La modernità della malinconia" al Palazzo della Ragione a Verona.
      Attualmente Roberto Barni vive e lavora a Firenze, continuando ad esporre in Italia e nel resto del mondo.