Gianni Cacciarini
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GIANNI CACCIARINI OPERE


GIANNI CACCIARINI BIOGRAFIA

 

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Gianni Cacciarini è un architetto, pittore e incisore italiano. 

Ancor prima di dedicarsi alla pittura, Gianni Cacciarini pensava di diventare architetto. Tale formazione non sarà mai rinnegata, infatti i primi anni successivi alla Laurea sono dedicati a importanti progetti come la realizzazione della Chiesa di Santa Maria Madre a Pisa o l'altare della cappella Castellani in Santa Croce. Nel corso della sua formazione universitaria, Gianni Cacciarini si avvicina e si appassiona al mondo dell'incisione grazie alla vicinanza dell'amico Vairo Mongatti, allievo di Morandi. Incoraggiato a intraprendere questo percorso artistico, Cacciarini verrà poi presentato a Pietro Annigoni, suo maestro e ispiratore per eccellenza.

In quel periodo l'artista dipinge pannelli di grandi dimensioni, con particolari dalle scene delle Battaglie di Paolo Uccello. Si tratta di un'opera che viene definita come un lavoro da architetto dallo stesso Cacciarini. Nel corso di tutti gli anni Settanta la sua attività sarà principalmente dedicata, all'incisione, per poi tornare alla pittura con modalità e tematiche completamente diverse. Lo studio della pittura avviene sotto la guida affettuosa del suo maestro Annigoni, suo punto di riferimento.

Nel 1978 Cacciarini ha la prima possibilità di esporre le incisioni alla Libreria Antiquaria Gonnelli. In questo contesto fanno la loro prima apparizione le nature morte e le vedute urbane, oltre che gli scorci dei muri della sua città natale, Firenze. In questi anni ha anche l'occasione di mostrare il suo talento oltre oceano, a New York, dove viene notato dal collezionista John Rosenwald che si innamorerà di molte sue opere che, oggi, sono ancora esposte alla National Gallery di Washington. L'esperienza americana sarà determinante nella formazione del Cacciarini che accoglierà, in quel periodo, anche delle influenze dalla pop-art, poi visibili nei suoi successivi dipinti.

Il 1980 è l'anno della sua prima mostra di pittura a La Spezia. Si tratta di una prima avventura che aprirà, poi, le porte all'esposizione più sentita per il Cacciarini, quella della Galleria L'Indiano di Paolo Marini a Firenze. In questi anni sono tanti gli appuntamenti significativi e le esposizioni dell'artista. Oltre a quella de' L'indiano di Firenze ricordiamo le mostre personali al Collegio Reale di Spagna di Bologna, alla Galleria Il segno contemporaneo di Brescia e Galleria Pananti di Firenze. Tra i dipinti di questo periodo appare, come fusa tra le nature morte, la figura. Si tratta di un'esperienza nuova e mai tentata dall'artista dovuta al fatto che nel periodo in cui Cacciarini studiava con Annigoni, quest'ultimo non dipingeva più da modello, ma solamente a memoria per i cicli di affreschi.

Negli anni Novanta continuano i suoi lavori e le sue esposizioni che porteranno le opere in diverse gallerie italiane.
Questo è anche il periodo che coincide con il distacco dallo studio di Annigoni, dove Cacciarini aveva continuato la sua attività di pittura anche dopo la morte del maestro. Questo evento viene percepito come una sorta di "taglio del cordone ombelicale", una forzatura che però porta in lui dei frutti non essendo più "costretto" a tenere accesa la fiaccola di Annigoni.

Da questo momento, infatti, Gianni Cacciarini inizia ad affrontare con molto più entusiasmo il ritratto, sentendosi più libero di cimentarsi in altri registri. Nascono, così, tantissimi ritratti di donne e uomini che hanno come spazio retrostante un immaginario cinematografico che prende sempre più spazio nelle opere dell'artista e che porterà all'esposizione dei quadri alla Cinematografie del 1999.

Sulla scia della conclusione degli anni Novanta, il nuovo millennio si apre per Cacciarini con la continua e sempre maggiore attenzione alla ritrattistica, questa volta anche a figura intera. Questi nuovi studi hanno ispirato i suoi dipinti su cartone che evidenziano dei particolari dell'anatomia del corpo e le fattezze dei volti. Questi ultimi dettagli sono stati indagati dall'artista ponendo molta attenzione all'aspetto introspettivo, più che alla forma.

I suoi ritratti sono quasi sempre volti di amici. Celebre è quello realizzato per la nota cantante Patti Pravo che dimostra come in questo periodo Cacciarini intensifichi la sua passione per il mondo del cinema, arricchendo il suo archivio già molto fornito.

Nonostante in questi anni si sia dedicato maggiormente a una vita ritirata e privata, non sono mancate le occasioni di eventi espositivi che lo hanno visto protagonista. Tra gli appuntamenti maggiormente degni di nota ci sono le mostre di Rezzano, sede della presentazione di Bacco e Nettuno, la personale di Falconara Marittima e i doni fatti alla galleria degli Uffizi del suo più celebre Autoritratto e Il grande gazebo. Quest'ultima opera conferma come la sua passione e il suo amore per le incisioni non sia mai cessata.

Gianni Cacciarini continua a soggiornare nella solare Lattaia dove realizza la maggior parte delle sue opere che sono concepite nelle stanze di palazzo Visacci a Firenze.

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