ABRAHAM Clet

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      Clet ABRAHAM | Biografia, catalogo ragionato, quotazioni e prezzi


      BIOGRAFIA

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      Clet Abraham è un artista francese nato in Bretagna il 2 ottobre 1966, noto in Italia sin dal 1990 per le sue originali realizzazioni di street art.
      Figlio d'arte, il padre era lo scrittore Jean-Pierre Abraham che da subito lo inserì all'interno di un contesto culturale elevato e in grande fermento.
      Fin dalla prima adolescenza amante dell'estetica, il giovane Clet si iscrive all'Istituto di Belle Arti di Rennes, concludendo il percorso scolastico con un discreto successo.
      Appena terminati gli studi si reca a Roma, dove inizia a collaborare come restauratore di mobili antichi, volgendo il suo sguardo al passato e all'esaltazione delle linee classiche.
      Dopo un breve soggiorno in provincia di Arezzo, nel 2005 decide di trasferirsi a Firenze dove apre il suo primo studio.
      Abbandonato il filone della pittura, il suo interesse si rivolge alle nuove forme di arte, come la stickers art sempre più presente nelle nostre città e che ispirato delle opere davvero originali.
      Si tratta essenzialmente di una variante della street art, che aggiunge alle tradizionali tecniche quella dell'impiego di adesivi, da applicare in modo straniante su differenti superfici.
      Nel suo caso il campo di applicazione è quello dei segnali stradali, impreziositi da immagini dissonanti che però si integrano perfettamente alla classica struttura.
      Inizialmente l'azione di Clet Abraham si limitò al capoluogo toscano e alle aree limitrofe, ma con il tempo il suo raggio d'azione si allarga prima a livello nazionale e poi internazionale, fino a colonizzare alcune delle maggiori città europee.
      La sua fama è notevolmente cresciuta a causa del dibattito con le autorità locali dei vari paesi nei quali ha operato, che molto spesso non hanno compreso il suo lavoro definendolo un semplice atto di vandalismo.
      I luoghi nei quali è stato possibile ammirare le sue opere sono Firenze, Roma, Torino, Bologna, Napoli, Lucca, Palermo, Terni, Sassari, Perugia e Genova a livello nazionale, mentre uscendo dai confini italiani si è distinto anche a Valencia, Londra, Douarnenez e Quimper.
      Lo scopo è quello di intervenire sulla segnaletica stradale proponendo un messaggio ironico che smonti il reale significato del cartello, applicando decalcomanie e figure divertenti e stilizzate di personaggi inventati.
      Il contenuto è certamente provocatorio come in molte delle opere di Clet Abraham, anche se talvolta ne sfugge il significato o deve essere spiegato dall'autore stesso.
      Alcune realizzazioni, come il Cristo Crocifisso apposto al segnale di vicolo cieco, sono state considerate blasfeme in un paese di stampo cattolico come l'Italia, mentre all'estero il clima meno rigido ha permesso che le opere fossero apprezzate dal suo target di ammiratori.
      Stanco di non essere considerato per il suo valore artistico, nel 2020 Clet Abraham opera un gesto davvero provocatorio mettendo di nascosto un proprio autoritratto all'interno di Palazzo Vecchio, in una delle sala della collezione Loeser. In questo modo desiderava porre l'attenzione sui nuovi schemi dei filoni contemporanei, troppo spesso considerati una produzione di serie B rispetto alle opere di stampo classico.
      Si tratta pertanto di una figura che ha sempre desiderato stupire e creare dibattito, come quando nel 2014 posizionò su Ponte Graziella la statua in metallo di un uomo dalla forma stilizzata, che lui stesso ribattezzò L'Uomo Comune.
      La sua collocazione, con un piede sullo sperone e uno abbandonato nel vuoto, mostrava proprio la precarietà della condizione umana e la sua perpetua incertezza.
      Le autorità locali non videro affatto di buon occhio il progetto, rimuovendolo dopo un mese, ma l'artista non si perse d'animo e decise di sfidare il potere mettendolo di nuovo al suo posto.
      Dopo aver ricevuto una multa di più di 10.000 euro e una denuncia per invasione abusiva degli spazi pubblici, la sentenza lo assolse e gli consentì di esporre nuovamente la sua creazione dove desiderava.
      La disputa durò diverso tempo e l'opera fu anche danneggiata durante un successivo intervento della polizia, per poi tornare fieramente al suo posto nel febbraio 2021.