I sentieri di Mirella Bentivoglio

Visitabile ancora per qualche giorno la mostra dedicata a Mirella Bentivoglio e allestita presso la Galleria DeniArte a Roma.

In esposizione uno degli oggetti simbolo dell'Artista il libro di marmo, le cravatte dell'installazione Lapidi a Hravat e gli asfalti e le croste d'asfalto della serie Libri della strada.

Particolarmente accattivante risulta la scelta dei materiali tra marmi di diversa trama e colore, provenienti dall’Europa e da altri continenti: lisci, grumosi, omogenei, striati. 

Lapide a Hravat gioca sull’ambiguità di significato e lo slittamento di senso: allude all’etimologia della parola croata hravat, che significa “strozzare” e all’uso che i soldati croati facevano di un fazzoletto portato al collo come strumento di morte. La cravatta rimanda inoltre in modo sinistro al linguaggio mafioso e gergale, in cui “mettere la cravatta” e “fare la cravatta” si riferiscono alla pratica dell’usura. Parallelamente, però, la cravatta è anche simbolo di rispettabilità ed eleganza nell’abbigliamento contemporaneo dell’uomo occidentale.

Per comprendere il significato di queste opere occorre ricordare che Mirella Bentivoglio inizia il proprio percorso artistico come poetessa e che, nella seconda metà degli anni Sessanta, constatando l’insufficienza del linguaggio verbale, inizia a giocare con i suoi elementi basilari, isolando dalla frase parole, sillabe e singole lettere, presentate semplicemente nella loro immagine iconica o replicate e combinate variamente, insieme con immagini e oggetti reali.

È una poetica volta a superare i confini del linguaggio attraverso la sua materializzazione, senza pretesa alcuna di svelare alcunché, ma in attesa che il visitatore ne scopre egli stesso l'essenza. 

 


Si prega di notare che i commenti devono essere approvati prima di essere pubblicati